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Sbronze e bomboloni

di Maddie

27/08/2008 - 18:32

Scrivo in mattone perchè mi sembra un buon colore da abbinare alle sbronze...

Ieri sera ero di supporto al servizio ai tavoli ad una festa. Le mie amiche avevano fissato per uscire, e ad una certa ora le ho chiamate per raggiungerle.

Sono arrivata nel locale dove stavano stazionando, e le ho trovate mezze (intere????) sbronze: un litro e mezzo di super sangria in tre, un margarita e due cocktail micidiali, accompagnati da giusto qualche stuzzichino e stomaco vuoto, non fanno bene alla lucidità mentale.

Le mie amiche, come me, non sono certo giovincelle. Loro hanno anche qualche anno in più, oltre al look non esattamente da teen ager. Ho trascorso con loro la durata della sbronza e le ho accompagnate a sbafarsi un orrido bombolone con la crema fritto in olio di dubbia provenienza e certissimo pessimo odore, osservandole mentre cercavano di dimenticare la solitudine delle loro vite, ascoltandole mentre si lamentavano del non riuscire a trovare uomini decenti.

Da vecchia nonnina, per prima cosa gli ho fatto notare come l'ubriacarsi in un locale, appena arrivate, non sia esattamente una di quelle cose che attirano le persone. Così come il mangiare in maniera bulimica qualunque cosa capiti a tiro in certi momenti, salvo poi rimanere in una pseudo dieta per il resto della giornata o settimana....

E poi ho tirato fuori dal cappello, solita noisa, quelle che per me sono le "ricette", non tanto per trovarsi un uomo, quanto per incominciare a stare un po' in pace con se stesse: volersi bene, cominciare a fare qualcosa che interessa davvero e che porti un pochino fuori dalla solita rotta ufficio-casa-bambini, e cominciare a pensare che gli uomini, se ci sono, ben vengano, ma se non ci sono si può fare benissimo senza.... e non far ruotare tutto il mondo intorno a loro!

Ho notato spesso come noi donne, quando abbiamo un nuovo amore, passiamo la giornata a pensare a lui, a farci una serie di seghe mentali su dov'è, cosa fa, cosa pensa, a mandargli sms, mail e quant'altro, mentre gli uomini (beati loro), 9 su 10 stanno tranquillamente lavorando, vedendo amici, facendo battute sul sesso, discutendo accanitamente sulla partita del giorno prima e poi (ripeto, POI) ci telefonano... sempre, chiaramente, troppo tardi per le nostre aspettative, che sono cresciute esponenzialmente durante la giornata (o le giornate...), e quindi spesso chiudiamo la chiamata deluse, o arrabbiate, o addirittura litighiamo per telefono, oppure ci mostriamo troppo fredde ... e l'omino di turno, ovviamente, non capisce proprio perchè.

Le mie amiche hanno storie difficili alle spalle: una è stata lasciata, con tre figli, dal marito che le ha detto che voleva provare nuove emozioni (ovviamente con una più giovane di vent'anni e con la quale aveva già una relazione da tempo), l'altra idem (solo che ha solo due figli), con piccoli dettagli di differenza (tipo che il convivente non le ha detto niente di tutto ciò ma si faceva beccare in telefonate sul terrazzo, compilazione di CD romantici etc etc....).

Solo la terza ha anticipato le mosse, mollando per prima e rimanendo talmente scottata che non è più riuscita ad avvicinarsi ad un uomo per cinque anni buoni...

Sono donne che hanno investito tutte se stesse nel rapporto con il loro uomo, che hanno indirizzato la loro vita a favore di un progetto famiglia. E non sono brutte, o sciatte, o tenute male. Sono donne normali, che lavorano, intelligenti, sensibili....

Sono donne che però, se posso trovar loro un difetto, non sono "indipendenti": la loro vita è in funzione della famiglia e del loro uomo. E senza uomo si sentono improvvisamente perse.

Ecco, credo che questo sia un errore, da un lato. Ma da quell'altro, mi chiedo anche: se non ci fosse questo spirito nelle donne, come si riuscirebbe a portare avanti una famiglia, con tutte le complicazioni che ci sono, sia a livello economico che pratico, con la difficoltà dell'avere e crescere i figli? Se le donne perseguissero la loro indipendenza, sempre e comunque (come a volte, spesso, fanno gli uomini), farebbero ancora i tripli lavori (quello ufficiale, il lavoro a casa, il lavoro con i figli e anche, sempre più spesso, il lavoro con i nonni)?

Ai posteri l'ardua sentenza.....

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